policoro
  La cartomante vestita di nero
 
Nel suo studio, rischiarato appena da un candelabro, riceveva i clienti tutta vestita di nero, con due anelli infilati ad ogni dito,grossi orecchini di corallo e dozzine di collane da zingara. I suoi clienti erano gente particolare: quelli che si fanno fare le carte, infatti sono generalmente persone tristi ed insicure, che hanno paura del futuro. 
 

Bastava vedere con quale ansia entravano nello studiolo e sedevano al tavolo davanti a lei. Io sento di avere un male terribile, una malattia segreta, che nessun dottore riesce a capire. Mi dica, morirò? La cartomante stendeva le carte sul tavolo, le studiava attenta, poi seria fissava il cliente: La donna di picche é insieme all'asso di picche... Mi spiace dirglielo, ma lei ha avuto un giusto presentimento; morira domani alle sette. Quello andava via ed entrava una donna. Vivo nell'angoscia, sono sicura che il mio fidanzato ama un altra e mi abbandonerà. Lui nega, ma io sono certa che mente. Altra stesa di carte: Il fante, che é il suo amore, é appaiato alla donna di fiori, che é la sua rivale: li unisce anche il sette di quadri, un viaggio improvviso... Si faccia forza, le carte dicono che lui in settimana sposera l'altra. Entrava un uomo: Per le preoccupazioni io non dormo più, sento che gli affari andranno male.

Mi dica la verità, fallirò? Vediamo... quadri che fuggono... il nove della disgrazia. Sì fallirà entro un mese. Un altra donna: sono nata sfortunata, tutte a me capitano. Mi dica, cosa debbo ancora aspettarmi? Che brutte carte; vedo un crollo, la sua casa distrutta, un incendio, una gamba rotta... E tutto entro una settimana. Non c'era cliente che, al pensiero di cosa lo attendeva, non lasciasse lo studio piangendo o facendo scongiuri. Ma continuavano a disperarsi solo per un giorno, una settimana o al massimo un mese, il termine indicato dalla cartomante; poi, siccome quanto predetto non accadeva, -quello non moriva, l'altra non veniva abbandonata, il fallimento non c'era, la casa non crollava,- a ognuno la vita all'improvviso sembrava bellissima. Che sciocco sono stato ad avere certe idee si diceva e ancora più sciocco a credere a quella megera. Mai più in vita mia andrò da una cartomante. Nessuno di loro, però seppe mai che la cartomante, quelle nere previsioni le inventava apposta, proprio per aiutarli a ritrovare la fiducia nella vita. Né seppe mai che le faceva per mestiere: infatti era un'impiegata del Comune. Nei registri comunali figurava come Agente segreto addetto all'assistenza morale.
 
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