policoro
  Il dono dell'angelo
 
Gli angeli non sono tutti uguali: ci sono quelli che portano i messaggi e quelli che custodiscono i bambini, quelli che suonano e quelli che lodano il Signore. Ma gli angeli raccoglitori, chi li conosce. Certo non sono belli come i Cherubini, né sono bravi a parlare come i Messaggeri; sono angeli modesti, anche nei vestiti, e molto indaffarati. Eppure sono angeli importanti. Sono quelli che raccolgono le preghiere degli uomini, anche le imprecazioni, non fanno differenza, purché siano sincere. Ed è una faticaccia. Tutto il giorno a volare raso terra, per sentire i più piccoli bisbigli, con una borsa a tracolla da riempire. Quand'è piena, s'impennano verso l'alto, tagliano le nuvole e arrivano al sereno. Qui scaricano le borse, come su un grande prato, e fanno mucchi e mucchi di messaggi: parole in tutte le lingue, frasi lunghe e brevi, anche sospiri.
Gli angeli vuotano e scendono in picchiata sulla terra a raccogliere ancora. Perché il Signore li vuole sentire tutti, questi messaggi, guai a lasciarne uno. Immaginatevi dunque come rimase un angelo, morto di fatica, che, mentre si preparava a ritornare, trovò un ultimo messaggio sospeso in aria, una frase breve, che aspettava d'essere raccolta: Ti sei dimenticato di noi. Da dove provenisse era un mistero, sotto c'era una nebbia così fitta che nemmeno un angelo riusciva a penetrarla. L'angelo rabbrividì. Cosa avrebbe pensato di lui il Signore Che non faceva bene il suo lavoro? Fu tentato di non raccogliere la frase, ma era troppo diligente: sospirando la mise nella borsa e volò dritto a scaricare il peso. Quello, per fortuna, era l'ultimo volo. Ma il messaggio, forse perché breve, arrivò subito all'orecchio del Signore. Dimenticato E com'è possibile Dove l'hai raccolto Chi me l'ha mandato? Dimenticato E il Signore ordinò all' angelo di scendere subito sulla terra e di cercare il luogo da cui il messaggio era partito. Non posso essermi dimenticato di qualcuno Non faccio altro che ascoltarli sospirava. E non si dava pace.
L'angelo scese allora sulla terra e cominciò la sua ricerca. L'impresa non era facile. Tutti i messaggi che gli angeli raccolgono sono firmati, anche le imprecazioni. Ma quello non aveva un nome. Dove cercare L'angelo volò dovunque, visitò chiese, ospedali e case. Passò sulle città, attraversò i fiumi, i mari e le foreste; domandò agli uomini, ai pesci e agli uccelli. Nessuno seppe dargli una risposta. Stanco e scoraggiato, fu sul punto di tornare dal Signore, ma era un angelo ubbidiente e continuò a cercare. Era passato un intero giorno, l'angelo aveva volato senza sosta ed era ormai sfinito. Le ali si piegavano verso terra, non si reggeva in volo; cercò dunque un posto dove riposare. Sotto di lui c'era una pianura sconosciuta, coperta d'erba, con due alberelli appartati e vicini, quasi a tenersi compagnia. L'angelo scese. Il sole era forte, faceva un gran caldo, l'angelo si sedette sotto gli alberi. Finalmente sei arrivato dissero quelli. Fatemi riposare, sospirò l'angelo e s'addormentò. Gli alberi aspettarono. Aspettarono tanto, perché il sonno di quell' angelo fu lunghissimo, e quando si risvegliò era primavera, tutto era in fiore e la pianura non pareva la stessa. Ma i due alberelli erano sempre uguali, nemmeno un fiore, solo foglie piccole e scure, da far malinconia. Come vedi, il Signore s'è dimenticato di noi, dissero gli alberi e l'angelo, solo a sentire queste parole, arrossì un poco. Continuarono gli alberi: Aveva detto, mentre ci faceva: Vi faccio le foglie piccole così, perché vi riempio di fiori colorati e luccicanti. Poi s'è distratto per finire un albero bellissimo, che voleva mettere al centro di un giardino. Doveva aggiungere i frutti, ha detto, e s'è allontanato. E dopo domandò l'angelo.
Aveva tanto da fare. Non è tornato più sospirarono gli alberi. L'angelo arrossì di nuovo. Com' è possibile pensò tra sé, non era mai successo. Ma non disse nulla. Si strappò un ciuffo di capelli, lunghi, sottili, lucenti come l'oro, e li avvolse uno a uno ai rami; poi prese un lembo della sua veste, ne fece dei fiocchi e li sparse qua e là. Infine si staccò due piume e le attaccò alle cime. - Non posso fare altro per voi, disse l'angelo agli alberi e volò via. In mezzo al prato, verde e fiorito, essi brillavano come se avessero mille luci accese.  Li vide il Signore dalle nuvole. E' vero, disse sospirando, dovevo finire gli abeti di Natale Per fortuna ci ha pensato lui!
 
  Oggi ci sono stati già 11 visitatori (20 hits) qui!  
 
Questo sito web stato creato gratuitamente con SitoWebFaidate.it. Vuoi anche tu un tuo sito web?
Accedi gratuitamente