policoro
  Il mio nome è erba
 
Il bambino d'erba era molto leggero e molto sottile. Come un filo d'erba No. Come molti fili d' erba intrecciati. Perché lui era fatto proprio così. Abitava in città, in un palazzo di quattordici piani. Lui stava al settimo. Dall' alto vedeva la città che era fatta soprattutto di case, strade e macchine. Ogni tanto c'erano anche dei ciuffi d'erba. Lui sapeva che non erano veri ciuffi d'erba, ma parchi e giardini. Comunque non erano molti. Il suo appartamento non aveva balconi. Quindi non c'erano vasi di piante e fiori e piccoli alberi. Al massimo c'era qualche piantina che comperava la mamma, però poi si dimenticava di darle l'acqua e la piantina si afflosciava. Anche il bambino d'erba si afflosciava, a non dargli l'acqua. Ma di lui la mamma non si dimenticava, e tutte le sere lo spruzzava con lo spruzzatore, lo stesso che usava per inumidire le cose che doveva stirare. A lui quella piccola pioggia piaceva tanto. D'estate, per restare vispo, doveva farla anche verso mezzogiorno, altrimenti si sentiva tutto molle e doveva per forza stendersi sul divano. Era meglio farsi spruzzare e restare vispi, naturalmente. L'erba cresce, perché prima non c'è, poi c'è. Però cresce pianissimo. Non è come un fiore, che vedi quando spunta il bocciolo, quando si schiude, quando è bene aperto. Anche il bambino d'erba cresceva pianissimo. E la sua mamma era un po' preoccupata. Ne parlò con il papà, che disse: Ma no, non pensarci, ogni bambino cresce come cresce,  poi anche se è piccolo che cosa importa? E sempre il nostro bambino. Ma la mamma non era convinta. I figli delle sue amiche, quelli che avevano la stessa età del bambino d'erba, erano tutti più alti epiù robusti. Il mio mangia sette volte al giorno, - diceva una mamma. Il mio mangia solo carne rossa, - diceva un' altra. La carne rossa fa male se ne consumi troppa, diceva un' altra mamma ancora. lo al mio do tanti cereali, e il pesce quello sì che fa benissimo. Il bambino d'erba mangiava solo acqua, anzi, la beveva. A lui andava bene così. Bevi, bevi, gli diceva la mamma, sperando che, se beveva tanto, sarebbe cresciuto più in fretta. Ma l'acqua che non riusciva a bere gli colava giù dalle dita e dalle gambe, e non serviva a niente. Così la sua mamma decise che per farlo crescere doveva dargli qualcosa di più sostanzioso. Andò in una serra e disse al capo giardiniere: Vorrei un prodotto per far crescere più in fretta la mia erba. Che tipo di pianta è la sua, signora? le chiese lui. Non è una pianta, è un' erba, rispose la mamma. E di nome come si chiama chiese il giardiniere. Bambino, disse la mamma.  Il capo giardiniere non aveva mai sentito parlare di un' erba bambino. Ma siccome non voleva fare brutta figura, disse La cosa migliore, signora, è che me la faccia vedere. Può portarla qui o è troppo grande. No no, si figuri, disse la mamma. E andò subito a casa a prendere il bambino d'erba. Quando il capo giardiniere vide il bambino d'erba, rimase per un po' a bocca aperta, perché di piante a forma di bambino non ne aveva mai viste. A forma di ochetta, di maialino, di elefante sì. Ma di bambino. Intanto, il bambino d'erba si guardava intorno. Lì era molto bello. Era pieno di cose verdi come lui. Alcune erano grandi, grandissime; però ce n'erano anche di piccole, e nessuno sembrava farci caso. Posso restare qui disse alla sua mamma, tirandola per il vestito. La mamma non gli rispose: stava cercando di spiegare ancora una volta al capo giardinierequello che voleva. Ma lui non la ascoltava, perché continuava a fissare il bambino d'erba. Poi allungò una mano disse Posso toccarlo? Il capo giardiniere toccò il bambino d'erba, che era fresco ed elastico. Così si convinse che era proprio d'erba. E finalmente parlò conla mamma. La sua erba, cioè, il suo bambino non ha niente che non vada, le disse. Ha solo bisogno di un po' di sole e di un po' d'aria in più. E' una pianta è un bambino da appartamento, vero. La mamma fecesì con la testa. L'avevo capito subito,  disse il capo giardiniere. Vede quelle puntine gialle in fondo alle dita. Deve solo stare alla luce e all'aperto, come le ho detto. Per il resto, piccolo, grande cosa vuole che importi. Mamma, posso restare qui insisté il bambino d'erba. Ecco, questa è una buona idea, disse il capo giardiniere. Qui alla serra ci sono le condizioni ideali per una piantaun bambino così. Luce, sole e all'interno la giusta umidità. Perché non ce lo lascia per un po. Ma deve andare a scuola, protestò la mamma. Potrebbe venire a fare i compiti qui, e restarci tutto il pomeriggio, disse il capo giardiniere. Si, mamma, ti prego disse il bambino d'erba. Già immaginava ore meravigliose a perdersi nelle foreste di piante di tutte leforme e le misure. Mah se il signore dice che ti fa bene. La mamma fu presto convinta. Il capo giardiniere erasoddisfattissimo  così avrebbe potuto studiare con calma quello strano esemplare mai visto prima, e magari anche farlo riprodurre, e poi venderlo. E il bambino d'erba, in mezzo alle foglie, ai rami, agli arbusti, fu ogni giorno più felice, dopo i compiti. Diventò anche più grande, ma pochissimo alla volta, e senza fare rumore, come l'erba che cresce.

 
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