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  Parco Nazionale del Pollino
 
Del Parco Nazionale del Pollinosi inizia a parlare nel 1968 con la presentazione di un progetto del CNR e del WWF che prevedeva una riserva di protezione dell'area e delle falde. Nel 1981 viene redatto un piano territoriale del coordinamento del futuro Parco, da parte della regione Basilicata. Nel 1985 si ha la costituzione del Parco Regionale del Pollino e nel dicembre 1990, con decreto del Ministero dell'Ambiente si dava vita al Parco Nazionale del Pollino, includendovi i territori calabresi del massiccio. Complessivamente il Parco si estende per oltre 200.000 ettari e comprende oltre al gruppo montuoso del Pollino, anche il Monte Alpi in territorio lucano ed i Monti dell'Orsomarso in territorio calabro. Nel territorio del Parco sono compresi 66 Comuni così composti per province: 22 in provincia di Potenza (Basilicata), 2 in provincia di Matera (Basilicata) e 32 in provincia di Cosenza (Calabria). Le Comunita Montane che sono cmprese nell'area del parco sono 4 in Basilicata: Val Sarmento, Alto Sinni, Lagonegrese e Basso Sinni, mentre in Calabria sono cinque: Pollino, Alto Ionio, Unione delle valli, Alto Tirreno, appennino Paulano. Sulla superficie del Parco vi risiedono, secondo i dati ISTAT del 1991, 172.538 persone. Nel Parco Nazionale del Pollino viè la possibilità di visitare vari monumenti e reperti archeologici, ruderi di castelli, di rocche di fortificazione, di conventi, di monasteri, di santuari, chiese e cappelle Basiliane, Cupole Basiliane, isole linguistiche di origine albanese. Molte sono le tradizioni, i costumi, i piatti tipici da trovare nelle varie località del Parco. Una delle escrursioni tipiche del Parco e quella del Monte la Sina dove si ritrovano i famosi Pini Loricati che sono frammisti a faggi. Esistono esemplari di Pini Loricati ultrasecolari con un diametro fino ad un metro. Tra le immense distese del Parco vi pascolano, nelle praterie, mandrie di bovini giudate da pastori che, con mani esperte, trasformano il latte il genuini caciocavalli. E' stupendo trovare una natura incontaminata che è la base di riti come la sagra dell'Abete di Rotonda o la festa dell'Antenna di Castelsaraceno che ogni anno celebrano il "matrimonio degli alberi"; o ancora, le processioni estive dei Santuari, come avviene alla Madonna del Pollino. La forza delle tradizioni in questi territori è ben documentata dalla tenacia delle popolazioni albafone di San Costantino Albanese e di San Paolo Albanese nel conservare, dopo secoli di esilio, dalla loro patria, lingua, costumi e riti religiosi. La nascita del Parco ha dato impulso alla raccolta di funghi, erbe officinali, prodotti del sottobosco, produzione di miele, dando lavoro a molte cooperative di giovani delle zone di Terranova di Pollino, Senise, Latronico, San Severino Lucano, Viggianello, Rotonda.
 
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